Costi politica: Taglio drastico indennità consiglieri regionali nei primissimi mesi nuova consiliatura

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Costi politica: Taglio drastico indennità consiglieri regionali nei primissimi mesi nuova consiliatura

“La lotta agli “sprechi” della Regione sembra essere un tema scomparso dall’agenda politica di questa campagna elettorale regionale, bypassato anche da quelle forze politiche che fino a qualche anno fa ne facevano un cavallo di battaglia. Non si tratta di fare populismo o demagogia: siamo ben consapevoli che i processi democratici hanno dei costi e riteniamo un valore dare la possibilità a tutti, a prescindere dalla loro situazione economica,  di poter esercitare liberamente  il loro servizio alla collettività nelle istituzioni.

Il tema centrale è un altro ed è quello  messo nero su bianco dallo stesso bilancio di previsione 2021-2023 approvato a fine 2020 dal consiglio regionale, che parla di una spesa per il funzionamento del consiglio che nel 2021 dovrebbe superare i 53 milioni e arriva a 56 milioni di euro nei due anni successivi.  A pesare di più tra le voci del bilancio, le spese collegate alle indennità dei consiglieri regionali e degli assessori esterni, agli assegni vitalizi e di reversibilità e alle spese di funzionamento dei gruppi consiliari. Tutto questo è inaccettabile in una situazione sociale ed economicamente drammatica come quella che sta vivendo la nostra Regione e in un consiglio regionale che in questi due anni si è contraddistinto per una scarsissima attività istituzionale e produzione legislativa e purtroppo per tanti scandali finiti alla ribalta nazionale.

Lanciamo subito una proposta politica di rottura di questo sistema che negli ultimi decenni ha visto il più totale e silenzioso consociativismo tra centrodestra e centrosinistra, come un unico grande comitato d’affari sulla pelle dei calabresi. Un’azione da realizzare subito, nei primi mesi della nuova consiliatura: riduzione drastica delle indennità dei consiglieri regionali e delle spese per il funzionamento del consiglio regionale. E’ sacrosanto che chi sospende la propria attività professionale per mettersi a servizio della collettività riceva un giusto emolumento ma è inconcepibile che un consigliere regionale, tra indennità di base e altri emolumenti collegati, arrivi a guadagnare quasi come un parlamentare.

La seconda proposta che si può mettere in atto subito, al momento stesso dell’istituzione dei gruppi consiliari, riguarda le cosiddette strutture, emblema degli sperperi e soprattutto della cattiva politica clientelare calabrese, che tiene incatenate la vita delle persone con il ricatto del precariato in cambio di appoggi elettorali da incassare al momento opportuno: stop agli incarichi nelle strutture di tre mesi in tre mesi, vergogna che si è consumata soprattutto in questo ultimo scorcio di legislatura in chiara ottica elettorale. Finiamola con un sistema di contentini e clientele, condizionamento e ricatto, che esprime il peggio della politica calabrese degli ultimi decenni.

Ci faremo protagonisti della battaglia per un consiglio regionale “normale”,  che non sia più emblema e centro di sprechi e privilegi, ma realizzi una svolta radicale nel segno dell’etica, della trasparenza e della meritocrazia”, è quanto dichiara Rosario Piccioni, candidato nella lista “de Magistris PRESIDENTE” circoscrizione centro.